Agevolazioni per misure igienico sanitarie

Credito d’imposta per la sanificazione degli ambienti di lavoro, credito d’imposta per l’adeguamento degli ambienti di lavoro e nuove misure di sostegno alle imprese che adottano soluzioni per ridurre il rischio di contagio. Questi i principali incentivi previsti dal DL 34/2020 (decreto “Rilancio”) in sostituzione e aggiunta a quelle già introdotte dai precedenti decreti “Cura Italia” e “Liquidità”, per le misure adottate negli ambienti di lavoro.

Bonus sanificazione e acquisto dispositivi di protezione

Allo scopo di favorire l’adozione di misure dirette a contenere e contrastare la diffusione del virus Covid-19 e di incentivare la sanificazione degli ambienti di lavoro, quale misura di contenimento del contagio del Coronavirus, l’art 125 del DL 34/2020 (c.d. “Rilancio”)[1], ha previsto un credito d’imposta sulle spese di sanificazione e sull’acquisto di dispositivi di protezione individuale sostenute nel 2020.

È previsto che le disposizioni attuative siano contenute in provvedimento del direttore dell’Agenzia delle entrate (che dovrà essere emanato entro il 18 giugno 2020), in cui saranno definiti i criteri e le modalità di applicazione e di fruizione del credito d’imposta, anche al fine di assicurare il rispetto del suddetto limite di spesa.

Soggetti beneficiari: possono beneficiare dell’agevolazione

  • i soggetti esercenti attività d’impresa;
  • gli esercenti arti e professioni (in forma individuale o associata);
  • enti non commerciali, compresi gli ETS e gli enti religiosi civilmente riconosciuti.

Oggetto: (circ. Agenzia delle Entrate 9/2020, § 13) spese per

  • la sanificazione degli ambienti nei quali è esercitata l’attività lavorativa e istituzionale e degli strumenti utilizzati nell’ambito di tali attività;
  • l’acquisto di dispositivi che siano conformi i requisiti essenziali di sicurezza previsti dalla normativa europea quali:
    • dispositivi di protezione individuale di lavoratori e utenti (quali, ad esempio, mascherine chirurgiche, Ffp2 e Ffp3, guanti, visiere di protezione e occhiali protettivi, tute di protezione e calzari);
    • l’acquisto di dispostivi di sicurezza diversi, quali termometri, termoscanner, tappeti e vaschette decontaminanti e igienizzanti;
  • l’acquisto altri dispositivi di sicurezza atti a proteggere i lavoratori dall’esposizione accidentale ad agenti biologici e a garantire la distanza di sicurezza interpersonale (quali, ad esempio, barriere e pannelli protettivi);
    • l’acquisto di prodotti detergenti e i disinfettanti;
    • le eventuali spese di installazione.

Misura del credito d’imposta: 60 % delle spese sostenute e documentate nell’anno

Limite massimo: 60.000 € per ciascun beneficiario

Modalità di fruizione: il credito è utilizzabile alternativamente:

  • nella dichiarazione dei redditi relativa al periodo d’imposta di sostenimento della spesa (2021 per spese sostenute nel 2020);
  • in compensazione con il versamento unitario di imposte, contributi ed altre somme a favore dello Stato nello stesso periodo(F24) e senza limiti di all’importo del credito.

Il credito d’imposta non concorre alla formazione del reddito ai fini delle imposte sui redditi (IRPEF ed IRES) e del valore della produzione ai fini dell’IRAP.

Coperture: 200 milioni di euro complessivi per l’anno 2020

Credito d’imposta per l’adeguamento degli ambienti di lavoro

L’art. 120 del DL 34/2020 ha introdotto anche un nuovo credito d’imposta al fine di sostenere ed incentivare l’adozione di misure legate alla necessità di adeguare i processi produttivi e gli ambienti di lavoro.

Soggetti beneficiari: possono beneficiare dell’agevolazione

  • soggetti esercenti attività d’impresa, arte o professione in luoghi aperti al pubblico, indicati nell’Allegato 1 – Articolo 120 del DL 34/2020 (es. bar, ristoranti, alberghi, musei, cinema, teatri);
  • le associazioni, fondazione e enti del Terzo settore.

Oggetto: spese per l’adozione di interventi necessari per far rispettare le prescrizioni sanitarie e le misure di contenimento contro la diffusione del virus, compresi:

  • gli interventi edilizi necessari per:
    • il rifacimento di spogliatoi e mense;
    • la realizzazione d spazi medici, ingressi e spazi comuni;
    • l’acquisto di arredi di sicurezza;
  • gli investimenti necessari a carattere innovativo quali lo sviluppo o l’acquisto di strumenti e tecnologie necessarie allo svolgimento dell’attività lavorativa;
  • l’acquisto di apparecchiature per il controllo della temperatura dei dipendenti e degli utenti.

Misura del credito d’imposta: 60 % delle spese sostenute e documentate nell’anno

Limite massimo: 80.000 € per ciascun beneficiario

Modalità di fruizione: il credito d’imposta è utilizzabile nell’anno 2021 esclusivamente in compensazione con modello F24.

Ai sensi dell’art. 120 comma 2 del DL 34/2020, il credito d’imposta per l’adeguamento dei luoghi di lavoro è cumulabile con altre agevolazioni per le medesime spese. Pertanto, lo stesso potrebbe essere cumulabile con il credito d’imposta per la sanificazione degli ambienti di lavoro di cui all’art. 125 del DL 34/2020.

Cessione crediti d’imposta

I soggetti beneficiari dei crediti d’imposta sopra elencati possono, in luogo dell’utilizzo diretto, optare per la cessione, anche parziale, degli stessi ad altri soggetti, ivi inclusi istituti di credito e altri intermediari finanziari. Tale opzione è consentita fino al 31 dicembre 2021

La cessione del credito non pregiudica i poteri delle competenti Amministrazioni relativi al controllo della spettanza del credito d’imposta e all’accertamento e all’irrogazione delle sanzioni nei confronti dei soggetti beneficiari.

I soggetti che ricevono il credito ceduto rispondono solo per l’eventuale utilizzo del credito d’imposta in modo irregolare o in misura maggiore rispetto al credito ricevuto.

L’esercizio dell’opzione dovrà effettuarsi in via telematica e le modalità attuative saranno definite con provvedimento del direttore dell’Agenzia delle Entrate.

Riduzione IVA su beni necessari al contenimento e la gestione dell’emergenza epidemiologica

In questo quadro di incentivi alle imprese non è secondario evidenziare che, tra le altre misure, il DL “Rilancio”, all’art. 124, ha introdotto una esenzione dall’IVA sulle cessioni effettuate entro il 31 dicembre 2020 dei seguenti beni:

  • mascherine chirurgiche;
  • mascherine Ffp2 e Ffp3;
  • articoli di abbigliamento protettivo per finalità sanitarie quali:
    • guanti in lattice, in vinile e in nitrile;
    • visiere e occhiali protettivi, tute di protezione, calzari e soprascarpe, cuffie copricapo, camici impermeabili, camici chirurgici;
  • termometri;
  • detergenti disinfettanti per mani;
  • dispenser a muro per disinfettanti;
  • soluzione idroalcolica in litri;
  • perossido al 3 % in litri

Inoltre, salvo modifiche in sede di conversione del decreto in legge, a partire dal 1° gennaio 2021 ai medesimi beni dovrà essere applicata un’aliquota IVA ridotta al 5 %.

Incentivate le misure anticontagio

L’art. 95 del DL 34/2020 prevede poi che vengano adottati interventi straordinari destinati alle imprese che, dal 17 marzo 2020 (data di entrata in vigore del DL 18/2020), abbiano adottato misure finalizzate alla riduzione del rischio di contagio sul luogo di lavoro.

Tale misura, che dovrebbe essere gestita da Invitalia, spetta per le spese in relazione all’acquisto di: apparecchiature e attrezzature per l’isolamento o il distanziamento dei lavoratori, compresi i costi di installazione; dispositivi elettronici e sensoristica per il distanziamento dei lavoratori; apparecchiature per l’isolamento o il distanziamento dei lavoratori rispetto agli utenti esterni e rispetto agli addetti di aziende terze fornitrici di beni e servizi; dispositivi per la sanificazione dei luoghi di lavoro; sistemi e strumentazione per il controllo degli accessi nei luoghi di lavoro utili a rilevare gli indicatori di un possibile stato di contagio; dispositivi e altri strumenti di protezione individuale (che erano oggetto del bando “Impresa SIcura”).

La misura è incompatibile con gli altri benefici, anche di natura fiscale, aventi a oggetto i medesimi costi; la stessa non sarebbe quindi cumulabile con i suddetti crediti d’imposta.

Sul punto gli articoli 64 del DL 18/2020 (c.d. “Cura Italia”) e 30 del DL 23/2020 (c.d. “Liquidità”) sono stati abrogati.

 

[1] Sul punto gli articoli 64 del DL 18/2020 (c.d. “Cura Italia”) e 30 del DL 23/2020 (c.d. “Liquidità”) sono stati abrogati

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